"Partito filosofico" e "Partito devoto"

Verso la met del Settecento il movimento illuminista era gi in
grado di proporre una distinzione netta fra i due schieramenti in
lotta. Esso denomin se stesso partito filosofico, mentre per gli
avversari fu scelta l'espressione di partito devoto (in pratica i
difensori della religione cristiana e del potere politico ad essa
alleato). Per la prima volta nella storia un movimento di
intellettuali assumeva la denominazione di partito filosofico.
Raccogliendo poi i loro avversari nel partito devoto, gli
illuministi sottolineavano la loro profonda convinzione che fra
religione e filosofia potesse esserci solo separazione,
incompatibilit, lotta. Questa lotta per non era ad armi pari,
schierato con una parte c'era il potere dello Stato. Come
sottolineava Diderot: I filosofi non hanno mai ucciso dei preti,
mentre i preti di filosofi ne hanno uccisi molti  (D. Diderot,
Osservazioni sui disegni di legge, 1774).
Il partito filosofico aveva due centri propulsori: la villa di
Ferney ai confini con la Svizzera, dove abitava in volontario
esilio l'attivissimo Voltaire, ed il circolo di d'Holbach a
Parigi. Efficaci strumenti di propaganda erano poi alcuni
influenti salotti della capitale, come quelli di Madame d'Epinay,
Mademoiselle de La Chaux, Madame de Tencin e Mademoiselle de
Lepinasse. Infine bisogna considerare l'attivit epistolare
intensissima, i caff, i clubs e le logge massoniche. La
massoneria francese acquis fin dal suo nascere un forte accento
anticristiano e anticlericale e fu condannata dalla Chiesa
cattolica in forma ufficiale gi nel 1738.
La filosofia era dunque stata trasformata dagli illuministi in
un'arma da combattimento, la bandiera di un partito militante
molto motivato. Ma la battaglia non era tanto per la verit
(aspetto teoretico), quanto per il bene dell'intera societ
(aspetto pratico). Dobbiamo chiarire questo punto importante.
Avendo constatato numerose volte quanto la questione della verit
sia centrale nella storia della filosofia, pu apparire strano che
un partito che si autoproclamava filosofico non tenesse nella
dovuta considerazione l'aspetto teoretico e avesse prediletto
quello pratico. Ci era dovuto in parte all'atteggiamento
antimetafisico. La metafisica era stata fatta coincidere con la
teologia razionale ed entrambe erano poi state rifiutate come
chiacchiera inconcludente, fabbrica di chimere, un modo pericoloso
di allontanarsi dall'esperienza.
Un altro motivo era la valutazione della storia recente
dell'Europa. Gli illuministi, soprattutto quelli francesi, avevano
osservato come la Chiesa perdonasse facilmente i peccatori e
altrettanto facilmente perseguitasse gli eretici perch veniva
anteposto il valore della verit a qualsiasi altro e di
conseguenza non era dato alcun spazio alla tolleranza. Questo modo
di ragionare aveva portato alle guerre di religione, nelle quali
la "causa di Dio" aveva autorizzato e giustificato ogni
nefandezza. Coerentemente con questa analisi della storia passata
gli illuministi, a cominciare da Bayle, ribaltarono il rapporto
tradizionale tra la religione e la morale, che era anche il
rapporto fra pensiero teoretico e pratico fin dai tempi di
Aristotele, il quale aveva affermato il primato del theoretiks
bos e della filosofia prima, cio della metafisica. Essi posero
in primo piano i valori morali e fecero oggetto della loro
battaglia obiettivi eminentemente pratici come un cambiamento
della situazione sociale, del diritto, dei sistemi educativi,
l'abolizione delle sperequazioni fra nobili e popolo, la lotta
contro le ingiustizie sociali, il potere della Chiesa,
l'assolutismo regio.
Nel confronto fra il vecchio ed il nuovo stava da una parte tutto
ci che la tradizione considerava sacro, dalla religione alla
politica; ma da quella parte stavano anche le strutture di potere
della societ di allora. La battaglia fu combattuta dagli
illuministi con le sole armi della cultura, dell'informazione,
della propaganda. Quindi la lotta non fu ad armi pari. Ma quella
degli illuministi fu ugualmente una battaglia vincente. Essa
favor lo scoppio della Rivoluzione Francese, che pose fine all'
Ancien Rgime,  e la nascita della societ moderna. Inoltre
fenomeni storici come le crociate, l'Inquisizione, lo stesso Medio
Evo nel suo insieme, caddero sotto il peso di un giudizio di
condanna, che dura ancora oggi.
L'illuminismo fu un fenomeno interclassista (nobili + borghesi).
Scarsamente sensibili a schemi classisti di tipo ottocentesco, i
philosophes ne preferivano di altro tipo, come questo:
intellettuali illuministi da una parte, preti e donne
superstiziose dall'altra e tutto il resto della popolazione nel
mezzo. Essi ritenevano che fosse importante soprattutto
abbandonare le assurdit della teologia e sostituirle con una
cultura laica, frutto della sola ragione ed attenta ai risultati
della scienza e della tecnica. Il filosofo (l'intellettuale) del
Settecento si proponeva di prendere il posto che aveva avuto nel
Medio Evo il "dottore della Chiesa" cos come l' Enciclopedia
doveva soppiantare la Summa theologica.
D'altra parte anche se non era negli intenti dei filosofi
illuministi, la critica all' thos dell' Ancien Rgime, mettendo
in crisi la stabilit politica e sociale dell'epoca, favor la
conquista dell'egemonia sociale e la presa del potere da parte di
quella classe emergente che era allora la borghesia. Questo vale
soprattutto per la Francia. In altri paesi la situazione era
diversa.
